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Henry Scott Tuke

Henry Scott Tuke, nato nel 1858, fu un pittore di mari luminosi e di delicate poetiche della figura umana. Le tele di Henry Scott Tuke, bagnate dall’aria salmastra della costa della Cornovaglia, rivelano paesaggi mitopoetici e un desiderio non detto che ribolle sotto la morale sociale vittoriana.

Domande frequenti

Informazioni su questa collezione

Le pennellate intime di Tuke si sciolgono in figure scompigliate dal vento, torsi baciati dal sole e paesaggi marini lirici. Tutto intriso di uno sguardo maschile omoerotico puntato sulla giovinezza mitica. Il suo tratto impressionista catturò anche fantasticherie costiere, nostalgie di marea e desiderio clandestino, intrecciando campi di colore luminosi con una sensuale franchezza.

Tuke estrasse dal mare la sua risacca mitica: acqua che increspa, pelle che luccica, virilità mitica. La sua opera resta una capsula del tempo delle correnti queer che hanno plasmato la mascolinità edoardiana e del residuo semiotico di una cultura alle prese con un erotismo nascosto.

Nuotate al chiaro di luna, spalle bronzee, il canto della sirena — ogni tela è un paesaggio psicosessuale che brilla di spirito sfrenato e di figurazione costiera. E l’eredità di Tuke vive nelle onde inquiete e nelle membra illuminate dal sole dei bagnanti mitici.

Chi era Henry Scott Tuke e perché è importante nella storia dell’arte gay?

Henry Scott Tuke (1858–1929) è stato un pittore impressionista britannico, nato a York da un’importante famiglia quacchera, celebre per i suoi dipinti intimi e sensuali del nudo maschile. Cadde nell’oblio dopo la morte nel 1929, ma fu riscoperto negli anni Settanta come icona della comunità LGBTQ+ e di una nuova generazione di artisti apertamente gay, assicurandosi un posto nel canone della storia dell’arte queer.

Che cos’era il movimento uraniano e che legame ha Tuke con esso?

«Uraniano» era un termine ottocentesco per quello che oggi si intenderebbe come un uomo omosessuale; il gruppo celebrava il desiderio e l’emancipazione omosessuali, rifacendosi a una Grecia antica idealizzata. La sessualità di Tuke non è mai stata confermata, ma lui abbracciò apertamente questo mondo uraniano insieme a contemporanei come Oscar Wilde e John Addington Symonds.

Perché l’opera di Henry Scott Tuke è stata riscoperta dal mondo dell’arte LGBTQ+?

Nel 1970 la sua opera tornò alla ribalta tra artisti e collezionisti apertamente gay e nel 2017 fu inserito nella mostra «Queer British Art 1861–1967» della Tate Britain, che segnava i 50 anni dalla depenalizzazione parziale dell’omosessualità maschile in Gran Bretagna, come ricorda lo stesso resoconto della mostra della Royal Academy.

In che modo Tuke ha usato la mitologia greca e l’ellenismo per esplorare temi omoerotici?

Tuke e gli uraniani trattavano l’antichità come uno spazio per legittimare il desiderio maschile senza essere perseguitati; usò immagini classiche come l’elmo alato di Ermes e, anche dopo aver abbandonato i soggetti apertamente mitologici, mantenne un’influenza classica nelle sue figure efebiche e scultoree. Questa cornice ellenica permise al pubblico vittoriano di leggere i suoi bagnanti sulla costa come arte e non come trasgressione.

In che cosa lo sguardo omoerotico di Tuke si distingue da quello di artisti più espliciti come Wilhelm von Gloeden?

A differenza della fotografia di von Gloeden, più esplicitamente sessuale e con modelli pagati, i dipinti di Tuke non mostravano mai i genitali né modelli che si toccavano, rendendo la sua opera sensuale e non sessuale — una distinzione che gli studiosi citano come centrale nel modo in cui il suo «sguardo gay» operava entro i vincoli legali dell’epoca vittoriana.

Perché oggi Henry Scott Tuke è considerato un artista queer importante ma trascurato?

Nonostante il successo in vita e l’appartenenza alla Royal Academy, lo stile figurativo di Tuke andò fuori sintonia con il modernismo, e il suo significato queer rimase in gran parte non letto fino alla rivalutazione della fine del Novecento. Oggi viene indicato come un punto di riferimento per il linguaggio visivo del desiderio maschile tra persone dello stesso sesso — con perfino Elton John tra i suoi collezionisti, secondo il resoconto di Art UK.